Un controllo su strada, il tampone della saliva che risulta positivo, la patente ritirata sul posto. Dal 14 dicembre 2024 il nuovo Codice della strada punisce chi si mette alla guida dopo aver assunto droga, anche senza essere «alterato», e molti temevano di finire sotto processo per uno spinello fumato giorni prima. A gennaio 2026 è intervenuta la Corte costituzionale. Ecco cosa prevede oggi l’art. 187, cosa si rischia, come funzionano il test salivare e le analisi, e come ci si difende.
In breve
- Cosa è punito: guidare dopo aver assunto stupefacenti o psicofarmaci. Dopo la sentenza n. 10/2026 della Corte costituzionale serve però che la guida crei un pericolo per la circolazione e che la sostanza trovata possa ancora alterare chi guida.
- Pene: ammenda da 1.500 a 6.000 euro e arresto da sei mesi a un anno, sospensione della patente da uno a due anni e confisca del veicolo.
- Il test su strada non basta: il tampone salivare è solo un primo controllo. Conta l’analisi di conferma in laboratorio su saliva o sangue; le urine non valgono.
- Incidente: pene raddoppiate e patente sempre revocata.
- Rifiuto del test: è un reato a sé, con pene simili e confisca del veicolo.
- Vie d’uscita: lavoro di pubblica utilità (se non c’è stato incidente), messa alla prova, opposizione al decreto penale entro 15 giorni.
Cosa è cambiato con il nuovo Codice della strada
Fino al 13 dicembre 2024 l’art. 187 del Codice della strada puniva chi guidava «in condizioni di alterazione» dovute a droghe: bisognava dimostrare che il conducente fosse effettivamente alterato, di solito con una visita medica.
La legge 25 novembre 2024, n. 177, in vigore dal 14 dicembre 2024, ha tolto quel riferimento. Oggi la norma punisce chiunque guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope. Letta alla lettera, sembrava bastare la sola presenza della sostanza nell’organismo, anche se assunta giorni prima e senza più alcun effetto. Per questo diversi giudici hanno chiesto alla Corte costituzionale di verificare se la nuova regola fosse compatibile con la Costituzione.
La sentenza della Corte costituzionale n. 10/2026: quando si è punibili
Le questioni erano state sollevate dai giudici per le indagini preliminari dei Tribunali di Macerata, Siena e Pordenone. Con la sentenza n. 10 del 2026 (decisa il 1° dicembre 2025 e depositata il 29 gennaio 2026) la Corte non ha cancellato la norma, ma ha stabilito come deve essere interpretata. In sintesi:
- è punibile solo chi si mette alla guida in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione;
- la guida deve avvenire in un periodo in cui è ragionevole ritenere che la sostanza produca ancora i suoi effetti; punire chi guida quando l’effetto è finito da tempo sarebbe irragionevole e sproporzionato;
- non serve più provare l’alterazione del singolo conducente con una visita medica, ma bisogna accertare nei liquidi del corpo una quantità di sostanza che, secondo le attuali conoscenze scientifiche, è generalmente in grado di alterare un assuntore medio.
In pratica: la positività dovuta a un consumo lontano nel tempo, quando la sostanza non è più attiva, non dovrebbe portare a una condanna. La legge però non fissa soglie numeriche, come lo 0,5 grammi per litro previsto per l’alcol: tutto passa dalle analisi di laboratorio e dalla loro lettura scientifica. È qui che si gioca la difesa.
Attenzione: questa guida spiega le regole, non indica «tempi sicuri». Guidare dopo aver assunto droghe resta vietato e pericoloso.
Il test salivare e le analisi: come funziona il controllo
L’11 aprile 2025 i Ministeri dell’Interno e della Salute hanno inviato a Prefetture e forze di polizia una circolare con le regole per i controlli. I passaggi principali sono questi.
- Test preliminare su strada: polizia e carabinieri possono fare un test rapido sulla saliva. È un controllo di primo livello: da solo non basta per una condanna.
- Prelievo dei campioni: se il test è positivo si prelevano due campioni di saliva. Se il prelievo non è possibile o viene rifiutato, il conducente può essere accompagnato in una struttura sanitaria per il prelievo di altri liquidi biologici.
- Analisi di conferma: il primo campione va inviato a un laboratorio di tossicologia forense, che esegue un’analisi di secondo livello. Solo un esito positivo di questa analisi può fondare la denuncia.
- Secondo campione e controanalisi: il secondo campione va conservato congelato per almeno un anno, a disposizione del giudice e della difesa per una controanalisi.
La circolare chiarisce anche che le urine non valgono, perché possono restare positive per giorni dopo l’assunzione, e che la presenza di soli metaboliti inattivi non dimostra che la sostanza agisse ancora. Vanno valutati a parte i farmaci assunti per una terapia prescritta dal medico. La circolare non cambia la legge, ma indica come i controlli devono essere fatti: quando non sono stati rispettati, l’Avvocato può contestarlo.
Prima di un prelievo o di un accertamento urgente, la polizia deve inoltre avvisare il conducente che può farsi assistere da un Avvocato di fiducia (art. 114 disp. att. c.p.p.). Se l’avviso manca, l’esame può essere contestato, ma l’eccezione va sollevata nei tempi previsti.
Cosa si rischia: pene e patente
Le pene del reato
- Ammenda da 1.500 a 6.000 euro e arresto da sei mesi a un anno.
- Se il fatto avviene tra le 22 e le 7, l’ammenda è aumentata da un terzo alla metà.
- Per i neopatentati, chi ha meno di 21 anni e chi guida per lavoro (art. 186-bis del Codice della strada) le pene sono aumentate da un terzo alla metà.
- Confisca del veicolo con la condanna o il patteggiamento, anche con pena sospesa, salvo che il veicolo appartenga a una persona estranea al reato.
La patente
- Sospensione da uno a due anni, raddoppiata se il veicolo appartiene a una persona estranea al reato.
- Revoca in caso di recidiva nel triennio e per chi guida mezzi pesanti oltre 3,5 tonnellate, autobus, autoarticolati e autosnodati.
- Chi non ha ancora la patente non potrà conseguirla per un periodo da uno a due anni; se ha meno di 21 anni, non prima dei 24 anni.
Cosa succede subito dopo il controllo
In attesa delle analisi la patente può essere ritirata per un massimo di dieci giorni e non si può proseguire la guida. Quando arriva l’esito positivo, la Prefettura dispone la sospensione cautelare della patente e una visita medica di revisione entro sessanta giorni. Se la commissione medica giudica il conducente non idoneo, la patente è revocata e non si può riprendere prima di tre anni; se lo giudica idoneo, la patente viene rinnovata con una validità massima di un anno, e i rinnovi successivi hanno durata limitata.
Contro la sospensione provvisoria disposta dalla Prefettura è ammessa opposizione (art. 223 del Codice della strada): i termini sono brevi e decorrono dalla notifica del provvedimento, per questo conviene muoversi subito.
Se c’è stato un incidente
Se chi guida dopo aver assunto droga provoca un incidente stradale, le pene sono raddoppiate, la patente è sempre revocata e non si può chiedere il lavoro di pubblica utilità. Se nell’incidente qualcuno resta ferito, si aggiungono i reati di lesioni stradali, con pene molto più alte.
Se rifiuti il test
Rifiutare il test o il prelievo è un reato autonomo (art. 187, comma 8, che rinvia all’art. 186, comma 7): ammenda da 1.500 a 6.000 euro, arresto da sei mesi a un anno, sospensione della patente da sei mesi a due anni e confisca del veicolo, con la revoca della patente per chi è già stato condannato per lo stesso reato nei due anni precedenti. Si aggiungono la sospensione cautelare e la visita medica di revisione.
Rifiutare, quindi, non evita il processo. E toglie la possibilità di dimostrare, con le analisi, che la sostanza non era più attiva.
Farmaci prescritti dal medico
Molti farmaci, come alcuni ansiolitici, sonniferi e antidolorifici a base di oppiacei, contengono principi attivi presenti nelle tabelle degli stupefacenti e degli psicotropi. La circolare del 2025 prevede che i farmaci assunti per una terapia prescritta vadano valutati separatamente, e i principi della Corte costituzionale valgono anche qui: serve una quantità in grado di alterare la guida e una condotta pericolosa.
A luglio 2026, per esempio, la stampa ha dato notizia di un’assoluzione del Tribunale di Genova: un giovane, dopo un incidente, era risultato positivo a uno psicofarmaco a base di benzodiazepine prescritto dal medico, ma la quantità era esigua e il medico che lo aveva visitato non aveva riscontrato alterazioni. Se segui una terapia, tieni con te la prescrizione e dillo subito agli agenti al momento del controllo.
Come ci si difende
- Controlla i verbali e gli esiti: c’è solo il test rapido o anche l’analisi di conferma? Su quale liquido (saliva, sangue o urine)? Che sostanza e in che quantità?
- Verifica la procedura: l’avviso della facoltà di farsi assistere da un Avvocato, i tempi e i modi del prelievo, la conservazione e l’invio dei campioni.
- Chiedi la controanalisi sul secondo campione, se ci sono dubbi sul risultato.
- Fai valutare il risultato da un consulente tossicologo: dopo la sentenza n. 10/2026 la domanda centrale è se quella quantità fosse in grado di alterare la guida e se l’assunzione fosse recente.
- Rispetta i termini: spesso il procedimento arriva con un decreto penale di condanna, contro cui l’opposizione si presenta entro 15 giorni dalla notifica.
Quando le analisi non lasciano spazio, ci sono comunque strade per limitare le conseguenze:
- Lavoro di pubblica utilità (art. 187, comma 8-bis): se non c’è stato incidente e l’imputato non si oppone, la pena può essere sostituita con il lavoro di pubblica utilità, anche nel decreto penale. Ogni giorno di lavoro vale 250 euro di pena pecuniaria. Se il lavoro va a buon fine, il reato si estingue e la sospensione della patente è dimezzata. Si può ottenere una sola volta.
- Messa alla prova: il processo si sospende per un periodo di lavoro di pubblica utilità e di altri impegni; se va bene, il reato si estingue. Come funziona lo spieghiamo nella guida sulla messa alla prova.
Se hai un reddito basso puoi chiedere il patrocinio a spese dello Stato. Se invece il controllo riguarda l’alcol, le regole sono quelle della guida in stato di ebbrezza.
Guida dopo assunzione di droga ad Arezzo e Sansepolcro
Per i controlli avvenuti in provincia di Arezzo, compresa la Valtiberina, il processo si svolge davanti al Tribunale di Arezzo in composizione monocratica, mentre i provvedimenti sulla patente (sospensione cautelare e visita medica di revisione) li adotta la Prefettura di Arezzo. Lo Studio assiste chi è stato fermato in tutte le fasi: verifica degli esami e della procedura, opposizione ai provvedimenti sulla patente, decreto penale, processo, lavoro di pubblica utilità e messa alla prova. Vedi la pagina dell’Avvocato penalista ad Arezzo e quella dello Studio a Sansepolcro.
Domande frequenti
Ho fumato una canna giorni prima e sono risultato positivo: rischio il processo?
Dopo la sentenza n. 10/2026 della Corte costituzionale è punibile solo chi guida quando la sostanza può ancora alterarlo, in condizioni di pericolo per la circolazione. Una positività dovuta a un consumo lontano nel tempo non dovrebbe bastare, ma tutto dipende dalle analisi: quale liquido è stato esaminato, che quantità è stata trovata e se era ancora attiva. Per questo gli esiti vanno fatti valutare subito.
Il test salivare positivo basta per essere condannati?
No. Il test rapido su strada è solo un controllo preliminare. Serve un’analisi di conferma in un laboratorio di tossicologia forense, su saliva o sangue; il secondo campione resta a disposizione per la controanalisi. Le urine non valgono, perché possono restare positive per giorni.
Se prendo farmaci prescritti dal medico rischio la denuncia?
Alcuni farmaci contengono sostanze psicotrope e possono rendere positivo il test. I farmaci assunti per una terapia prescritta vanno valutati a parte e, anche qui, serve una quantità in grado di alterare la guida. Tieni con te la prescrizione e dillo agli agenti al momento del controllo.
Posso rifiutarmi di fare il test?
Si può, ma il rifiuto è un reato: ammenda da 1.500 a 6.000 euro, arresto da sei mesi a un anno, sospensione della patente da sei mesi a due anni e confisca del veicolo. Rifiutare non evita il processo e impedisce di dimostrare con le analisi che la sostanza non era più attiva.
Per quanto tempo resto senza patente?
Dopo il controllo la patente può essere ritirata fino a dieci giorni, in attesa delle analisi. Se l’esito è positivo, la Prefettura la sospende in via cautelare fino alla visita medica di revisione. Con la condanna la sospensione va da uno a due anni; in caso di incidente o di recidiva nel triennio la patente è revocata.
Si può evitare la condanna?
Dipende dal caso. Si possono contestare le analisi e la procedura; se non c’è stato incidente si può chiedere il lavoro di pubblica utilità, che estingue il reato e dimezza la sospensione della patente; in alternativa c’è la messa alla prova. Se arriva un decreto penale, l’opposizione va presentata entro 15 giorni.
Sei risultato positivo a un controllo o ti è arrivato un decreto penale per l’art. 187? Chiamaci al 389 960 7564 o scrivici su WhatsApp: verifichiamo gli esami, i termini e le possibilità concrete del tuo caso. Vedi anche la pagina dell’Avvocato penalista ad Arezzo.
Riferimenti: artt. 186, comma 7, 186-bis, 187 e 223 del Codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285); legge 25 novembre 2024, n. 177; Corte costituzionale, sentenza n. 10 del 2026 (depositata il 29 gennaio 2026); circolare dei Ministeri dell’Interno e della Salute dell’11 aprile 2025 sugli accertamenti per la guida dopo l’assunzione di stupefacenti; art. 114 disp. att. c.p.p.; art. 168-bis c.p. Testi verificati a ottobre 2026.
Dove siamo: lo Studio ha sede a Sansepolcro, in via XXV Aprile 62, e segue clienti di Arezzo e di tutta la provincia, in studio o in videochiamata: vedi la pagina Avvocati ad Arezzo.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza sul caso concreto. Aggiornamento: ottobre 2026.



