Il 6 ottobre 2026 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 5 ottobre 2026, n. 174, che converte il decreto PA (decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144). L’articolo 1 cambia le regole sulle ferie non godute dei dipendenti pubblici, compresi docenti e ATA. Chi ha avuto supplenze si chiede se la legge nuova tocca le ferie degli anni passati: no, per le supplenze già svolte non cambia nulla. Ecco cosa prevede e cosa conviene fare adesso.
In breve
- La legge n. 174/2026 (Gazzetta Ufficiale n. 232 del 6 ottobre) è in vigore dal 7 ottobre 2026.
- L’indennità per le ferie non godute si perde solo se il lavoratore, adeguatamente informato, ha scelto liberamente di non goderle. La prova spetta all’amministrazione.
- Le regole nuove valgono solo per le ferie maturate dopo il 7 ottobre 2026.
- Per le supplenze degli anni passati restano le regole di prima, la giurisprudenza e il termine di dieci anni.
- Nelle cause seguite dallo Studio nel 2025-2026 i giudici hanno riconosciuto da circa 1.200 a oltre 9.000 euro per docente.
Legge 5 ottobre 2026, n. 174: cosa cambia dal 7 ottobre
Fino a oggi l’art. 5, comma 8, del d.l. 95/2012 vietava in modo rigido di pagare le ferie non godute nella pubblica amministrazione. La Commissione europea lo ha contestato all’Italia, perché l’art. 7 della direttiva 2003/88/CE garantisce le ferie retribuite e il loro pagamento quando il rapporto finisce. La legge 174/2026 adegua la norma:
- il lavoratore perde l’indennità solo se, adeguatamente informato, ha scelto liberamente di non godere delle ferie;
- è l’amministrazione a dover provare di averlo messo davvero in condizione di goderne e di averlo avvisato delle conseguenze.
Nella scuola questo compito spetta al dirigente scolastico, che deve invitare formalmente docenti e ATA a godere delle ferie e avvisarli in tempo che altrimenti le perderanno. Per i docenti le ferie si collocano nei giorni di sospensione delle lezioni, esclusi quelli dedicati a scrutini, esami e attività valutative (legge 228/2012).
Cosa non cambia: le supplenze degli anni passati
Il comma 2 dell’articolo 1 è chiaro: le regole nuove si applicano alle ferie maturate dopo l’entrata in vigore della legge di conversione, cioè dal 7 ottobre 2026.
Per gli anni scolastici precedenti restano le regole di prima, interpretate dai giudici alla luce del diritto europeo. Per i docenti con supplenze fino al 30 giugno o brevi, che la scuola non ha mai invitato a prendere le ferie, i tribunali riconoscono il pagamento dei giorni non goduti. La richiesta si può fare per dieci anni, calcolati anno per anno.
Nelle nove sentenze ottenute dallo Studio tra ottobre 2025 e settembre 2026 (Ferrara, Arezzo, Siena, Bologna, Milano, Genova, Verona, Bergamo e Firenze) i giudici hanno riconosciuto da circa 1.200 a oltre 9.000 euro per docente; in media circa 800-1.000 euro per ogni anno di supplenza fino al 30 giugno.
Cosa fare adesso
- Per il passato: raccogli i contratti di supplenza degli ultimi dieci anni e i cedolini (o il riepilogo NoiPA) e mandaceli: ti diciamo se ci sono i presupposti.
- Per il futuro: conserva gli inviti del dirigente a prendere le ferie e rispondi per iscritto, indicando i giorni di sospensione delle lezioni in cui le vuoi godere.
- Non aspettare: le supplenze più vecchie escono per prime dal termine di dieci anni.
Per tutti i dettagli: la guida completa sulle ferie non godute dei docenti precari.
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Domande frequenti
La legge 174/2026 cancella il diritto alle ferie non godute degli anni passati?
No. Il comma 2 dell’articolo 1 applica le regole nuove solo alle ferie maturate dopo il 7 ottobre 2026. Per le supplenze precedenti restano le regole e la giurisprudenza di prima.
Da quando valgono le regole nuove?
Dal 7 ottobre 2026, data di entrata in vigore della legge di conversione (Gazzetta Ufficiale n. 232 del 6 ottobre 2026), per le ferie maturate da quel giorno in poi.
Se il dirigente mi invita a prendere le ferie e non lo faccio, le perdo?
Per le ferie maturate dopo il 7 ottobre 2026, l’indennità si perde solo se, adeguatamente informato, hai scelto liberamente di non goderle. La prova spetta all’amministrazione. Conserva gli inviti ricevuti e le tue risposte.
Quanto si può recuperare per gli anni passati?
Dipende dai contratti. Nelle nove sentenze ottenute dallo Studio nel 2025-2026 i giudici hanno riconosciuto da circa 1.200 a oltre 9.000 euro per docente; in media circa 800-1.000 euro per ogni anno di supplenza fino al 30 giugno.
Riferimenti: legge 5 ottobre 2026, n. 174 (G.U. Serie Generale n. 232 del 6 ottobre 2026); d.l. 7 agosto 2026, n. 144, art. 1, commi 1 e 2; d.l. 95/2012, art. 5, comma 8; direttiva 2003/88/CE, art. 7; legge 228/2012, art. 1, commi 54-56.
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- Legge 174/2026: cosa cambia dal 7 ottobre 2026 e cosa no (questa pagina)



