Un cliente che non paga le fatture, un inquilino o un debitore che rimanda di mese in mese, un prestito mai restituito. Recuperare un credito non è solo questione di avere ragione: conta muoversi nell’ordine giusto, con i documenti giusti e prima che il credito si prescriva. Ecco come funziona il recupero crediti dal lato di chi deve incassare, passo per passo, con le regole che si applicano davanti al Tribunale e al Giudice di pace di Arezzo.
In breve
- Primo passo: la diffida scritta (meglio con PEC o raccomandata), che mette in mora il debitore e interrompe la prescrizione.
- Se il credito è provato per iscritto (fatture, contratto, assegno, cambiale), la via più rapida è il decreto ingiuntivo.
- Il debitore ha 40 giorni per opporsi; se non lo fa, il decreto diventa definitivo.
- Poi l’esecuzione: atto di precetto e pignoramento, per esempio dello stipendio, del conto corrente o dei crediti verso terzi.
- Attenzione ai tempi: la prescrizione ordinaria è di dieci anni, ma molti crediti si prescrivono in cinque anni o meno.
1. Prima di tutto: verifica il credito e i documenti
Prima di agire conviene mettere in ordine le prove: contratto o preventivo accettato, fatture, documenti di trasporto, scambi di email o messaggi in cui il debitore riconosce il debito, estratti conto. Più la prova è scritta e chiara, più la procedura è veloce. Va controllata anche la solvibilità del debitore: un titolo esecutivo serve a poco se non ci sono beni o redditi da aggredire.
2. La diffida e la messa in mora
La lettera di diffida, inviata con PEC o raccomandata con avviso di ricevimento, intima il pagamento entro un termine. Ha due effetti importanti: costituisce in mora il debitore (art. 1219 c.c.), da cui decorrono gli interessi, e interrompe la prescrizione (art. 2943 c.c.), che riparte da capo. Una diffida firmata da un Avvocato spesso basta a ottenere il pagamento o un piano di rientro, senza arrivare in Tribunale.
Nei rapporti tra imprese e con la pubblica amministrazione si applicano gli interessi moratori previsti per le transazioni commerciali (d.lgs. 9 ottobre 2002, n. 231), più alti di quelli legali.
3. Il decreto ingiuntivo
Se il debitore non paga e il credito è certo, liquido ed esigibile e provato per iscritto, si chiede al giudice un decreto ingiuntivo (artt. 633 e seguenti c.p.c.). È un procedimento senza udienza: il giudice esamina i documenti e, se la domanda è fondata, ordina al debitore di pagare.
- Quale giudice: per i crediti fino a 10.000 euro è competente il Giudice di pace; oltre, il Tribunale. Per i debitori della provincia di Arezzo, in genere il Giudice di pace o il Tribunale di Arezzo. Una riforma già approvata prevede di alzare il limite del Giudice di pace, ma la sua entrata in vigore è stata più volte rinviata: il giudice competente va verificato al momento del deposito.
- Opposizione: il decreto va notificato al debitore, che ha 40 giorni per proporre opposizione (art. 641 c.p.c.). Se non si oppone, il decreto diventa definitivo e si può procedere all’esecuzione.
- Provvisoria esecuzione: quando il credito si fonda su cambiale, assegno, atto pubblico o in altri casi previsti dalla legge (art. 642 c.p.c.), il giudice può autorizzare l’esecuzione subito, senza aspettare i 40 giorni.
- Costi: per il decreto ingiuntivo il contributo unificato è ridotto alla metà. Le spese legali liquidate dal giudice sono a carico del debitore, anche se il loro recupero dipende dalla sua solvibilità.
4. Precetto e pignoramento
Con il titolo esecutivo (decreto ingiuntivo definitivo o provvisoriamente esecutivo, sentenza, cambiale o assegno) si notifica l’atto di precetto, che intima il pagamento entro un termine non inferiore a dieci giorni (art. 480 c.p.c.). Il precetto perde efficacia se il pignoramento non viene iniziato entro novanta giorni (art. 481 c.p.c.).
Le forme di pignoramento più usate sono:
- Presso terzi (art. 543 c.p.c.): stipendio o pensione nei limiti di legge, conto corrente, crediti che il debitore vanta verso propri clienti. È spesso la via più efficace.
- Mobiliare: beni presenti presso il debitore o nella sua azienda, con l’ufficiale giudiziario.
- Immobiliare: case e terreni, con una procedura più lunga e costosa, adatta ai crediti di importo elevato.
Per individuare conti e rapporti del debitore si può chiedere la ricerca telematica dei beni (art. 492-bis c.p.c.), che consente di accedere alle banche dati pubbliche, compresa l’anagrafe dei rapporti finanziari.
5. Non lasciar scadere il credito: la prescrizione
- Dieci anni: termine ordinario (art. 2946 c.c.), per esempio per un prestito tra privati o per il diritto accertato con decreto ingiuntivo definitivo.
- Cinque anni: canoni di locazione, interessi e in generale le somme da pagare periodicamente (art. 2948 c.c.), oltre al risarcimento del danno extracontrattuale.
- Termini più brevi: per alcune categorie (per esempio i compensi di alcuni professionisti) la legge prevede prescrizioni presuntive di tre anni (art. 2956 c.c.).
Ogni atto scritto di messa in mora interrompe la prescrizione: per questo la diffida va mandata subito, e ripetuta se le trattative si prolungano.
Recupero crediti ad Arezzo e Sansepolcro
Lo Studio assiste privati, professionisti e imprese della provincia di Arezzo, compresa la Valtiberina, in tutte le fasi: verifica dei documenti e della solvibilità del debitore, diffida, decreto ingiuntivo davanti al Giudice di pace o al Tribunale di Arezzo, precetto, pignoramento e ricerca telematica dei beni. Vedi la pagina dello Studio legale ad Arezzo e quella dello Studio a Sansepolcro.
Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole per ottenere un decreto ingiuntivo?
Dipende dal carico dell’ufficio giudiziario: di solito da qualche settimana a qualche mese dal deposito. Dopo la notifica il debitore ha 40 giorni per opporsi; se il decreto è provvisoriamente esecutivo si può procedere subito con precetto e pignoramento.
Ho solo delle fatture: bastano per il decreto ingiuntivo?
Per i crediti di imprese e professionisti le fatture, accompagnate dall’estratto autentico delle scritture contabili, possono bastare per ottenere il decreto. In caso di opposizione, però, il credito andrà provato con tutti i documenti disponibili.
E se il debitore non ha nulla?
Prima di iniziare conviene verificare redditi, conti e beni del debitore. Se il debitore risulta privo di beni, il titolo resta comunque valido per dieci anni e si può agire quando la situazione cambia, per esempio quando trova un lavoro.
Posso pignorare lo stipendio del debitore?
Sì, con il pignoramento presso il datore di lavoro, nei limiti fissati dalla legge (in genere un quinto dello stipendio). Lo stesso vale per la pensione, con limiti più stringenti.
Recupero crediti: come funziona?
Di solito si parte con una diffida scritta che mette in mora il debitore; se non paga, si chiede al giudice un decreto ingiuntivo. Quando il decreto diventa esecutivo si notifica il precetto e, se il debitore ancora non paga, si procede al pignoramento di stipendio, conto o beni.
Cosa significa recupero crediti?
È l’insieme delle attività per farsi pagare un debito scaduto: prima con solleciti e trattative (recupero stragiudiziale), poi, se serve, con le azioni davanti al giudice e il pignoramento (recupero giudiziale).
Una società di recupero crediti può pignorare?
No, da sola no: può sollecitare il pagamento e proporre accordi. Per pignorare serve un titolo esecutivo, come un decreto ingiuntivo o una sentenza, e la procedura davanti al Tribunale.
Hai un credito da recuperare? Chiamaci al 389 960 7564 o scrivici su WhatsApp: valutiamo i documenti, i tempi e la strada più adatta al tuo caso.
Riferimenti: artt. 1219, 2943, 2946, 2948 e 2956 c.c.; artt. 7, 480, 481, 492-bis, 543, 633, 641 e 642 c.p.c.; d.lgs. 9 ottobre 2002, n. 231; art. 13 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115. Testi verificati a ottobre 2026.
Dove siamo: lo Studio ha sede a Sansepolcro, in via XXV Aprile 62, e segue clienti di Arezzo e di tutta la provincia, in studio o in videochiamata: vedi la pagina Avvocati ad Arezzo.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza sul caso concreto. Aggiornamento: ottobre 2026.



